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RC MEDICA: I RISULTATI DI UNA INDAGINE DELL’IVASS

17 Aprile 2016

Le imprese italiane e le rappresentanze delle imprese extra Ue che operano nel ramo Rc generale sono 66 e di queste, quelle che offrono la copertura del rischio Rc medica sono 29. Tutte commercializzano polizze relative alla copertura per il personale sanitario, solo 3 imprese coprono il rischio relativo alle strutture sanitarie pubbliche e 12 imprese quello delle strutture sanitarie private. Sono i risultati della prima fase del progetto dell’Ivass, con la quale è stata realizzata l’indagine presso le compagnie di assicurazione esercenti in Italia il ramo Rc generale, specificatamente al rischio della Rc medica (medical malpractice), estesa agli ultimi cinque esercizi sociali (2010-2014).

Secondo quanto reso noto dall’istituto di vigilanza, una sola impresa ha comunicato di non applicare la clausola claims made, limitatamente alla copertura dei rischi delle strutture sanitarie private, mentre altre due imprese hanno indicato di avvalersi della clausola di disdetta in caso di sinistro su coperture del personale sanitario. Per quanto riguarda quest’ultimo tipo di copertura, delle 29 imprese operative, si è osservato che 10 non applicano franchigie, 13 non applicano scoperto (le altre adottano percentuali comprese tra lo zero e il 20% di scoperto), il massimale (minimo e massimo) applicato è generalmente diverso da impresa a impresa (i valori mediani si attestano da 500.000 euro a 2.000.000 di euro).

Alla rilevazione hanno partecipato anche 11 imprese dello Spazio economico europeo che operano in Italia in regime di stabilimento o libera prestazione di servizi; sono 2 le compagnie che offrono coperture su tutti e tre i tipi di rischi, mentre le coperture del personale sanitario sono offerte da 5 compagnie.

Per quanto riguarda la raccolta premi relativa alle coperture assicurative acquistate dalle strutture sanitarie pubbliche, nel periodo di riferimento è passata dai circa 504 milioni di euro del 2010 ai 286 milioni di euro rilevati con riferimento al 2014 (- 43,3%).

La riduzione dei premi riferita alle strutture sanitarie sia pubbliche, sia private, è meno rilevante (-37,5%), così come quella complessiva (-24%), ottenuta considerando anche l’offerta al personale sanitario, sempre nello stesso quinquennio. Si osserva, infatti, una costante crescita dei premi lordi riferiti alle coperture acquistate dal personale sanitario che, dai 146,5 milioni di euro complessivamente registrati nel 2010, hanno raggiuno quasi i 190 milioni di euro nel 2014 (+29,5%).

La presenza degli operatori nazionali nel comparto delle strutture sanitarie pubbliche, che nel 2010 rappresentava il 48,4% dell’offerta complessiva, si è progressivamente ridotta al al 9,4% nel 2014. L’analisi delle quote di mercato mette invece in luce la presenza costante, nel periodo considerato, delle imprese nazionali nel comparto delle coperture individuali del personale sanitario (81% del mercato nel 2010 e 87,5% nel 2014).

FONTE TUTTO INTERMEDIARI