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RCA UN LABIRINTO MA GLI AGENTI CI SONO ANCORA

21 Gennaio 2018
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Cari colleghi,

tra i temi assicurativi di cui si fa sempre un gran parlare nel settore danni, anche nel nostro Gruppo Leader in altri rami, la pole position la guadagna ancora un volta la Rc Auto, decisamente molto CROCE e poco DELIZIA.

Per molti di noi, un boomerang, le cui origini risalgono al lontano 1969, tornato da tempo indietro a scapito delle generazioni successive di chi quei frutti dell’obbligo assicurativo dei veicoli in circolazione ha goduto appieno.

Concentriamoci invece sugli aspetti tecnici relativi all’ultimo lustro.
Sono 5 anni che sotto la spinta decisa delle Autorità di controllo e delle Associazioni dei Consumatori, le compagnie sono impegnate nella diminuzione del premio medio RCA. Per abbattere la forte differenza con il resto d’Europa, a cui peraltro risultano sconosciute sia l’incidenza delle frodi (23,5% in Italia, 1 sinistro su 4 a rischio frode) sia il peso delle aliquote fiscali sul premio, pagato in Italia e solo in Italia, del 26%.
Tutto questo in un sistema, che dati Ania 2016 alla mano, esposti dal presidente Bianca Maria Farina, vede ancora 3 milioni di veicoli circolanti sprovvisti di copertura assicurativa, che sottraggono al mercato giusto un miliardo di euro di premi, i cui effetti ovviamente sono scaricati su chi invece i premi li paga.

Bene penserete, giunti al capolinea di questa corsa di 5 anni, in cui volenti o nolenti abbiamo perso una valanga di premi e provvigioni, potevamo pensare ad un periodo più stabile, in cui dedicare le nostre risorse allo sviluppo di business più profittevoli?
Troppo facile, e si perché quel premio medio calato di oltre il 20%, oggi ci viene presentato dalla compagnia, come un elemento distorsivo, negativo, da riequilibrare e in fretta, perché sarebbe la causa principe di perdita tecnica del ramo.

In tutta quest’altalena ci sfugge sempre un pochino come mai i nostri principali competitors diano l’impressione di patire meno le inevitabili ciclicità della RC Auto, e quantomeno sembra viaggino più decise nella difesa del cliente globale e profittevole.


Il continuo preconizzare “la fine dei giorni” ci sembra a volte volerci distrarre dall’obiettivo di presidio della tenuta dei nostri appalti, in cui anche la RC Auto deve trovare il suo spazio.
Ci interessa non retrocedere da quel 77% circa che il canale agenziale ancora rappresenta in termini di raccolta premi. Nonostante le continue cassandre, come il car sharing o il noleggio a lungo termine, che secondo alcuni ci estrometteranno dal mercato nel breve periodo. Ma sono aspetti che affronteremo a tempo debito.

La STORIA ha insegnato che i canali diretti avrebbero dovuto dimezzarci, invece ci hanno solamente dato fastidio, un fastidio chiamato 4%.

Alle porte gli effetti della Legge 124/2017 sulla concorrenza, nelle cui viscere troveremo ulteriori insidie, ma anche nuove opportunità commerciali.
Che la compagnia sia pronta a difendersi dalle prime, e sorda a mettere a profitto queste ultime, ci sembra la situazione attuale.

Buona Lettura!

Federico Serrao

vice-presidente