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Scatola nera Una sfida a tre per guidare l’ Rc auto hi-tech

22 Gennaio 2017

L’Italia detiene un incontrastato e peculiare primato assicurativo: con oltre 4,5 milioni di «scatole nere» ha nella Rc auto il maggior numero di «clienti telematici» al mondo. L’incidenza sul totale dei contratti è salita fra il 2012 al 2016 dal 4,4 al 16,2%. Un vero record che vede come principali protagonisti tre «re della scatola nera». In prima posizione è sicuramente Carlo Cimbri che guida UnipolSai, prima compagnia italiana nel ramo Rc auto con oltre il 25% di quota di mercato (posizione consolidata grazie anche alla fusione fra il gruppo delle cooperative e quello ex Ligresti) e di fatto prima al mondo con circa 3 milioni di contratti connessi a black box, pari al 42% del portafoglio polizze del ramo. Dal 2014, cioè dalla fusione, i clienti telematici sono più che raddoppiati e la stima per il 2017 è di raggiungere quota 4 milioni.

Innovazione
Secondo è Marco Sesana, country manager Italia del gruppo Generali: il Leone è un gruppo a prevalenza vita ma oggi sta puntando anche sui danni e soprattutto sulla tecnologia. Oggi dunque Trieste può contare su più di un milione di «scatole» installate con un’incidenza sul portafoglio pari al 27% e in crescita visto che il 38% delle nuove polizze è di tipo «connected car». Segue Klaus-Peter Roehler, amministratore delegato di Allianz Italia. La compagnia, con le nuove soluzioni offerte che utilizzano black box di ultima generazione, registra una crescita di 4 mila nuovi contratti telematici alla settimana.

Il boom delle scatole nere è senza dubbio favorito dal fatto che gli assicuratori offrono sconti pari anche al 25-30% sul premio da pagare per la polizza Rc auto. Risparmi che scattano subito con l’impegno del cliente a installare il dispositivo e che crescono in funzione della «guida virtuosa» monitorata appunto attraverso i dati trasmessi dalla scatola. Si tratta di una personalizzazione del premio assicurativo, con una progressiva evoluzione da tariffe commisurate al consumo a premi collegati allo stile di guida.

Il primato italiano dell’offerta telematica nella Rc auto è per certi versi sorprendente in quanto a dimensioni relative. Se non vale il confronto con il parco installato di General Motors (4,5 milioni), visto che è un produttore di veicoli, secondo uno studio della Deloitte in Germania le scatole nere sono in tutto 20 mila e negli 11 Paesi oggetto dell’indagine (Italia compresa) le assicurazioni con black box potranno arrivare in media a raggiungere nel 2020 il 17% del mercato. Alcune stime per il nostro Paese collocano invece sempre nel 2020 il portafoglio telematico pari all’80%.

Record
Un record che, se è senza dubbio favorito come si è detto dai risparmi ottenibili (in un mercato dove le tariffe sono collocate sulla fascia alta rispetto alla media europea), è guardato con favore dalle compagnie anche con l’obiettivo di una maggiore «trasparenza»: in altre parole, l’abbattimento delle frodi, che nel nostro Paese ha raggiunto negli anni scorsi livelli abnormi e anomali nel contesto internazionale. Chi accetta di essere connesso e monitorato (con la garanzia di tutti i «muri» della privacy) grazie alla scatola nera è un cliente che offre garanzie preliminari di minor rischio che già giustificano uno sconto iniziale.

Le compagnie, e in particolare le tre che più sono impegnate in questa «rivoluzione» della Rc auto, investono in nuovi dispositivi e nelle società Big data, specializzate nell’analisi dei dati e profilazione dei clienti. Così le nuove black box diventano sempre più in grado di offrire servizi diversificati: non solo sistemi interattivi per «educare» il cliente incoraggiando stili di guida più prudenti e virtuosi, ma aiutano a riconoscere situazioni rischiose, intervengono in casi di incidente inviando automaticamente allarmi a centrali di assistenza che fanno scattare i soccorsi, facilitano il ritrovamento dell’auto in caso di furto, permettono di impostare perimetri e limiti di velocità, dialogano con gli smartphone fornendo informazioni su traffico, meteo, localizzazione del veicolo.

Si può dire dunque che la black box e la sua evoluzione rappresenti una sorta di simbolo del nuovo «corso» delle strategie assicurative.

Perché, grazie all’utilizzo della telematica e dei Big data, prevale la tendenza «sartoriale» nell’offerta delle polizze in diversi rami, dal vita alla salute e appunto alla Rc auto. Tendenza che nel settore rappresenta la nuova frontiera, visto che le compagnie devono competere al meglio nel mondo in rapidissima trasformazione del web e dei tassi a zero.

FONTE CORRIERE ECONOMIA