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Serrao: la trattativa sull’Ana va ripresa al più presto

21 Gennaio 2019

Riprendere la trattativa tra intermediari e imprese per il rinnovo dell’Accordo imprese agenti (Ana), scaduto da oltre 15 anni. È uno degli obiettivi prioritari di Anapa Rete ImpresAgenzia, come ricorda Federico Serrao, componente della giunta esecutiva dell’associazione presieduta da Vincenzo Cirasola.

Già presidente del Gruppo Agenti Augusta e attualmente vice presidente del Ga-Gi (Gruppo Agenti Generali Italia), Serrao spiega a Insurance Daily il suo punto di vista in merito alla necessità di modificare alcuni istituti presenti nell’accordo: sia da un punto di vista normativo (ad esempio gli articoli riguardanti i regimi e i profili di esclusiva) sia sotto l’aspetto economico, per quanto concerne le indennità di fine rapporto e le rivalse

conseguenti.

Agli agenti, oggi, si richiede molto più impegno rispetto al passato: i nuovi regolamenti esigono professionalità, tempo,

attenzione. Come concilia la sua attività associativa, che svolge sia nel Ga-Gi, sia in Anapa, con i suoi impegni professionali?

Negli ultimi 10 anni, dai decreti Bersani in avanti, è stato un susseguirsi di innovazioni legislative e regolamentari che hanno radicalmente, seppur in modo graduale, cambiato la nostra professione. Negli ultimi due anni, il combinato disposto della direttiva Idd, con introduzioni particolarmente rilevanti quali la Pog, e del regolamento Gdpr hanno richiesto da parte dei gruppi agenti, ma ancora di più alle associazioni di categoria, un impegno profondo. Noi come Anapa sui nuovi regolamenti Ivass abbiamo presentato una serie nutrita di emendamenti, alcuni dei quali di vitale importanza, quali ad esempio la hard disclosure.

Non entro nel merito perché non me ne sono occupato direttamente, avendo un’altra delega, ossia quella relativa al

Ccnl dei dipendenti, ma come tutti i componenti di giunta ho dato il mio contributo. Comunque il

lato positivo di partecipare attivamente alla vita politico-sindacale risiede nel riflesso positivo di dover

essere sempre sufficientemente preparati per rappresentare al meglio gli interessi della nostra categoria.

 

Lei è vice presidente del Ga-Gi da circa due anni. Come valuta questa esperienza? È stato difficile integrarsi, considerata

la diversa provenienza?

Sto vivendo un’esperienza positiva. Sia in giunta che in consiglio direttivo, ma anche nel rapporto con i colleghi semplicemente associati, ho ricevuto un’accoglienza calorosa tanto dal punto di vista professionale quanto da quello umano.

Anch’io ho cercato di fare del mio meglio, mettendo al servizio dei colleghi i 15 anni di esperienza di vita associativa, di

cui gli ultimi sei alla guida di un gruppo agenti. Pur facendo le debite proporzioni, tra il Gruppo Agenti Augusta da cui provengo, e il Gruppo Agenti Generali Italia, con il quale ci siamo uniti nel 2016 e che ritengo possa definirsi il più importante gruppo agenti italiano, l’aver gestito per molto tempo in prima linea problematiche simili, pur se non identiche e in particolare tutta l’integrazione in Generali Italia, mi ha consentito di essere sufficientemente

forgiato a livello mentale.

Infine, per quanto riguarda le diverse provenienze, mi sento di dire che la diversità ha arricchito entrambi.

 

Lo scorso novembre si è svolto a Roma il congresso nazionale di Anapa Rete ImpresAgenzia. Ci può fare una sintesi degli

obiettivi futuri dell’associazione?

Il congresso di Roma del 14 novembre è stato ricco per temi trattati e personaggi di grande spessore intervenuti. Così come anche è stata ricca la partecipazione dei colleghi. Per quanto riguarda gli obiettivi del prossimo triennio, tra le priorità non può che esserci la ripresa della trattativa per il rinnovo dell’Accordo imprese agenti scaduto da oltre 15 anni. A neanche un mese dal congresso, Anapa è stata ricevuta da rappresentanti del Governo e del Parlamento, con lo scopo di sensibilizzare anche la classe politica sul tema. All’Ania e alla presidente Maria Bianca Farina, abbiamo già

scritto e richiesto l’apertura di un tavolo di trattativa. Francamente, non è più concepibile che alcuni istituti trovino

ancora spazio all’interno del nostro accordo: sia da un punto di vista normativo (si pensi ad esempio agli obsoleti articoli riguardanti i regimi e i profili di esclusiva), sia dal più che noto aspetto economico, riguardante le indennità di fine rapporto e le rivalse conseguenti, è doveroso comprendere che le compagnie non possono più esimersi dal tenere, a proprio carico, una quota parte dell’indennità legata all’anzianità dell’agente uscente. E ancora: che senso ha trattare gli scorpori di portafoglio senza focalizzare l’attenzione sul tema certamente più attuale degli accorpamenti? Sono solo alcuni tra i punti che andrebbero modificati. Spero vivamente che la trattativa riprenda in fretta, con la partecipazione fattiva di tutte le sigle sindacali.

 

All’interno della giunta e del consiglio direttivo di Anapa figurano molti volti nuovi. Si tratta di un segnale di cambiamento?

Il ricambio e l’ingresso, laddove possibile, di colleghi più giovani a ricoprire cariche ufficiali (vedi i rappresentanti regionali di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia) è risultato essere più che un semplice intento pre-elettorale. Aggiungiamo, tra le new entry, tre donne nel consiglio direttivo e una in giunta nazionale. Una parte importante dei programmi futuri risiede proprio nel tentativo attraverso le singole attività regionali di attrarre più colleghi a partecipare attivamente alla vita associativa. Abbiamo l’intenzione di far crescere Anapa: non dimentichiamo che il partito maggiore tra noi agenti risulta essere ancora quello dei non iscritti a nessuna sigla sindacale.

 

All’orizzonte potrebbero esserci in futuro ulteriori fusioni all’interno della galassia delle rappresentanze che fanno capo

a Generali Italia. Ritiene che tale prospettiva sia concretamente attuabile?

Non sono a conoscenza di progetti in questa direzione, ma auspico che nel momento in cui si deciderà di affrontare il problema, gli sforzi saranno compiuti per dare vita a un’unica rappresentanza unitaria.

 

FONTE INSURANCE DAILY