newSintesi_GaGi_Maggio 2024

Da semplice GAA a faro del mercato in questo numero: L’agricoltura si tinge di tecnologia Una vita per il GA-GI, I 22 anni che hanno cambiato il GAA in GA-GI Periodico del Gruppo Agenti Generali Italia - Numero 8 - maggio 2024 intesi S new

maggio 2024 2 Sommario 19 21 Io l’ho vissuto e vorrei che non accadesse mai più L’agricoltura diventa tecnologia e noi con lei Intervista Doppia alla famiglia Parola 4 Lettera del presidente L’Editoriale 13

24 35 30 38 27 26 Nuovo incontro del Coordinamento Europeo degli Agenti di Generali con i vertici della Compagnia Come dare visibilità a una sponsorizzazione locale Prescrizione decennale per le polizze vita L’Esperto Risponde Elettrodomestici. Fra incidenti in casa ed obsolescenza programmata Arrivi e partenze Sommario maggio 2024 3

maggio 2024 4 questa mia lettera è l’ultima che firmo come vostro presidente. Sono consapevole che potrebbe sembrarvi lunga, ma vi sarei grato di leggerla fino in fondo. Vincenzo Cirasola Non è l’epilogo che avrei desiderato per una lunga storia iniziata 22 anni fa da quando fui eletto presidente per la prima volta del Gruppo Agenti Generali. Ma le mie dimissioni da presidente del GA-GI che ho presentato oggi mi sono sembrate l’unico gesto responsabile per mettere la parola “fine” ad un periodo turbolento di accuse di cui sono ingiustamente stato vittima da parte di una minoranza rissosa della nostra organizzazione. Rischiavano di compromettere il lavoro che assieme, con passione, abbiamo svolto in questi anni con risultati che nessuno può mettere in discussione. I più anziani, tra voi, forse lo ricorderanno e permettetemi di riepilogarne le principali tappe. Quando mi eleggeste a Montecatini, il 13 aprile 2002, a guidare il GAA Generali (non esisteva ancora il GAGI, fondato nel 2016) la nostra categoria si trovava in uno stato di “logoramento”, in grave crisi di identità, di dignità e soprattutto di redditività e con il bilancio del GAA in negativo. A quei tempi ai vertici di Generali c’erano Gutty come presidente e Cerchiai come amministratore delegato e noi dovevamo fare i conti con le strategie L’Editoriale A TUTTI GLI ASSOCIATI Lettera del presidente “sospeso” (ma non decaduto): atto di responsabilità per il bene del GA-GI

maggio 2024 5 della vendita diretta di polizze avviate con: Genercomit, Gencasse Genertel, e con il Tied Agent, Promotore Finanziario, le revoche ad nutum, la rinuncia all’esclusiva, gli aumenti dei target Vita da un anno all’altro del + 100%, le riduzioni drastiche di provvigioni e incentivi. Nel 2002 l’incentivo complessivo incassato dalle agenzie ex AG ammontava a € 16.776.000; nel 2023 è aumentato a € 125.600.000. Nel 2002 il GAA aveva dichiarato lo “stato di agitazione” della categoria, pubblicando comunicati stampa a pagamento su quotidiani nazionali e convocando in anticipo il congresso ordinario. Nessuno voleva fare il presidente di questo Gruppo perché voleva dire fare la “guerra alla mandante”. Allora io avevo 46 anni, 2 figli piccoli e non ero neanche componente del Consiglio Direttivo. Fui “chiamato” da semplice associato (con esperienza sindacale) ed eletto presidente del GAA (di fatto per acclamazione visto che ero l’unico candidato) con l’intento di andare a “combattere in prima linea” per provare a recuperare l’identità, la dignità e soprattutto la redditività degli agenti. La mia terza figlia è nata a febbraio 2004 e mi seguì con la mia famiglia al Congresso di Malta, questo per farvi capire quanto il GA-GI è stato e sia parte integrante della mia vita personale e famigliare. All’inizio, vi devo confessare, presi quella “incoronazione” come un onere, come un impegno che non potevo rifiutare. Ma ben presto diventò un onore. Nominata in fretta una giunta esecutiva composta da colleghi che conoscevo appena, iniziammo fin da subito a lavorare assiduamente per definire il “nuovo modello di agenzia” e dopo pochi mesi, a settembre 2002, durante un viaggio premio in Egitto, insieme all’ ex ceo Giovanni Perissinotto, fu sottoscritto il noto “Patto sul Nilo” che pose fine alla “dichiarazione di guerra alla mandante” e ci permise di iniziare un nuovo percorso dal 2002 ad oggi, che ha consentito alle nostre agenzie ex AG di avere un netto miglioramento delle condizioni economiche e lavorative, e che ha portato il GA-GI a diventare il Gruppo Agenti più importante e di riferimento del mercato. Crociera sul Nilo, settembre 2002. Da sinistra: Vincenzo Cirasola, Giovanni Perissinotto, Giampiero Brugnoli, Vittorio De Angelis Questa autorevolezza è testimoniata anche dalla visibilità che in questi anni abbiamo avuto sulla stampa, anche internazionale e nel rapporto con le istituzioni di mercato e anche nei confronti degli altri Gruppi Agenti che ci hanno sempre visto come un faro.

maggio 2024 6 Certamente non posso in così poche righe ripercorrere tutte le tappe di un lungo cammino trascorso insieme, con tanti colleghi. Mi viene alla mente, in particolare, quello che accadde con il potente presidente delle Generali Antoine Bernheim. Nel maggio del 2007 a Venezia, dopo l’approvazione della legge Bersani, si dichiarò mio acerrimo nemico, ma dopo cambiò atteggiamento e divenne un mio ammiratore, forse anche perché fui rieletto al Congresso ad Ostuni con circa 900 voti. Ma non siamo qui per parlare delle glorie del passato. Torniamo all’oggi. Come sapete il 19-06-2022 il Congresso di Monopoli, dopo due giornate di dibattito concentrato prevalentemente sulla mia persona, con aspri attacchi personali, si è concluso con la palese e indubbia volontà politica espressa dalla base di avermi ancora alla guida del GA-GI per il successivo triennio, con 433 voti, ossia circa il 50% in più del secondo, e il 60% in più del terzo candidato. Quello che è successo dopo lo conoscete tutti. Gli avvocati, gli atti di citazione, le richieste di sospensione cautelare, i giudici, le ordinanze, le faziose illazioni finalizzate a screditare la mia lealtà, la mia onorabilità e addirittura quella dei mei famigliari hanno caratterizzato una “minoranza” della nostra associazione, che in una continua campagna elettorale, lontana dai temi quotidiani e dai problemi degli agenti, ha innescato un clima di “guerra fratricida” con un accanimento e aggressività mai vista prima all’interno del nostro Gruppo. Io, però, insieme alla mia Giunta, nonostante le energie profuse per questa “guerra intestina”, abbiamo proseguito nel portare avanti gli obiettivi ricevuti dalla mozione congressuale, conseguendo risultati che sono sotto gli occhi di tutti, quali per ultimo l’Accordo Integrativo e il Piano Incentivo e Target 2024. L’unica mia “colpa” è stata di aver rispettato, nel pieno spirito democratico, la volontà espressa dall’assemblea del “popolo” e di NON AVER CONSEGNATO il GA-GI ai due auto-candidati presidenti risultati NON preferiti dalla maggioranza. Se questo è una colpa sono orgoglioso di essere colpevole. Mi domando però, se è vero che i 5 reclamanti, come loro stessi affermano, hanno agito prima ancora che da consiglieri, come agenti e associati del GA-GI Nella foto: Vincenzo Cirasola e il presidente Antoine Bernheim. Trieste, aprile 2008, Assemblea degli Azionisti

maggio 2024 7 contro la decisione del Consiglio Direttivo per contestare la mia elezione, approvata secondo il parere legale del consulente del GA-GI (e non scritto da me personalmente) perché hanno preferito citare in giudizio il GA-GI (e non Cirasola), per la quale è ancora in atto una causa civile presso il Tribunale di Treviso e che in ogni modo sarà comunque appellabile, invece di rivolgersi all’organo di giustizia interna ossia il “collegio dei probiviri”? Tra l’altro mi preme sottolineare, anche se non voglio entrare troppo nei tecnicismi, che tale ordinanza NON ha accolto la “decadenza” dalla mia carica di presidente, in attesa della sentenza di merito di 1° grado. D’altronde, nell’ordinanza neppure il giudice ha mai utilizzato termini perentori o di forte condanna nei confronti del GA-GI e tantomeno nei miei. Nei paesi democratici di solito “nessuno è colpevole fino al terzo grado di giudizio”, per di più su una questione di interpretazione di novazione o meno di Statuto di un’associazione non riconosciuta. Sono consapevole che durante questi lunghi anni di attività e visibilità, anche nel mio doppio ruolo di presidente del GA-GI e di ANAPA non sono stato simpatico a tutti; tuttavia, avrei preferito che la normale dialettica sindacale rimanesse fuori dalle aule di un tribunale (mi trovo più a mio agio nelle aule congressuali). In questi ultimi due anni ho ricevuto da parte vostra molti messaggi di solidarietà che mi hanno dato tanta forza, un sostegno leale confermato anche nell’ultima circolare a firma della Giunta e che fa seguito alla presa di posizione del Consiglio Direttivo del GA-GI, dove siedono ancora oggi i 21 rappresentanti delle regioni d’Italia (dalla Sicilia al Trentino A.A.) che mi hanno eletto a giugno 2022 e sostenuto fino ad oggi. Nonostante tutti i vari tentativi avanzati sin dall’inizio della vertenza di uscire dall’impasse con una conciliazione, è giusto precisare che per l’ennesima volta il 15 aprile scorso la Giunta si è adoperata per tentare una mediazione tra le varie richieste pervenute e nonostante l’immediato contatto in primis diretto e in seguito tramite il nostro legale, a tutt’ora non abbiamo ricevuto alcun riscontro. I nostri legali sarebbero pronti per proseguire con la vertenza legale, ci sono però anche tanti colleghi che sono stufi, anzi, molto stufi, di tutta questa storia. E io confesso di essere molto preoccupato che il GAGI, se perdura questa situazione, possa ricadere nello stato di “logoramento” in cui versava prima del 2002. Per questo motivo ho riflettuto molto e preferisco fare un passo indietro. Per il bene del GA-GI e quale atto di responsabilità nei confronti dei 1250 associati ho formalizzato le mie dimissioni da presidente.

maggio 2024 8 Nel rispetto di quanto previsto dal nostro Statuto e Regolamento il vicepresidente vicario provvederà al più presto a convocare il Consiglio Direttivo per eleggere il nuovo presidente del GA-GI e io mi adopererò affinché sia eletto il presidente e la sua Giunta in continuità con la stessa maggioranza votata a Monopoli in modo da tutelare l’immagine e ristabilire la “dignità” e la coesione all’interno della nostra storica associazione e rafforzarne le relazioni industriali con la mandante. A tal proposito, preciso che ho deciso, altresì, di non essere disponibile ad essere nominato neanche membro delle prossime Giunte Esecutive. Con questo atto anticipo di un anno la mia uscita perché come preannunciato a Monopoli questo sarebbe stato il mio ultimo mandato. Il prossimo anno avrei terminato il mio lungo percorso di presidente del GA-GI in concomitanza coi miei 50 anni di attività in Generali per festeggiarli insieme a tutti voi. Vorrei tranquillizzare “coloro” che paventano una mia nuova rielezione, che questa volta IO ho deciso in modo IRREVOCABILE di non ricandidarmi più (l’ho promesso anche alla mia famiglia), ma in ogni modo desidero ringraziarli, perché “essere ancora temuto” dopo 22 anni di presidenza lo considero un complimento e un malcelato sentimento di ammirazione. Con la coscienza a posto, avendo sempre cercato di fare di tutto per il bene di questa associazione, permettetemi di ringraziare la Giunta Esecutiva, i componenti del Consiglio Direttivo che mi hanno eletto e tutti coloro che in questi 22 anni mi hanno manifestato il loro sostegno, ma anche coloro che mi hanno criticato apertamente in modo costruttivo e dialettico, non con offese e senza rispetto. Il rispetto è un valore. In tutte le sue declinazioni. Non ci sono eccezioni. Nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nel confronto culturale, politico, sportivo. Chi offende è nel torto. Comunque la si pensi. Io continuerò a offrire il mio contributo e la mia onesta passione al GA-GI, soprattutto ai giovani agenti, ai quali ho dedicato gran parte della mia attività associativa. Le Vostre manifestazioni di affetto e stima espresse in più occasioni mi hanno arricchito e le porto dentro di me, e mi rincuorano dei tanti sacrifici fatti per il bene del nostro Gruppo Agenti. Vi chiedo comprensione se eventualmente qualcosa non fosse andata secondo le Vostre aspettative e vi confesso che sono profondamente rammaricato per quello che ci è accaduto. Ho preso in mano un Gruppo Agenti privo di identità, di dignità e redditività. Credo che oggi tutti possano riconoscere il grande lavoro che è stato fatto. Lavoro che mi auguro non sia stato vano.

maggio 2024 9 Il Mondo, 7 febbraio 2003 Ora che “l’elemento di divisione” è stato rimosso mi auguro che ognuno di Noi si prodighi affinché sia eletta una rappresentanza forte che rispecchi la “vera” volontà della maggioranza degli associati per fare in modo che il GA-GI torni a essere il gruppo lungimirante, coeso e antesignano del mercato. Il modello di riferimento per tutti i gruppi agenti presenti sul mercato. Non sprecate questi ventidue anni di “battaglie”. Vincenzo Cirasola

maggio 2024 10 Il Mondo, 12 settembre 2003 Il Mondo, 11 ottobre 2002 Il Mondo, 28 febbraio 2003

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maggio 2024 12 TOTALE INCENTIVI Anno VITA MANAGEMENT FEE DANNI EROGATI ALLA RETE 2001 3.854.000 5.108.000 7.824.000 12.932.000 16.786.000 2002 8.479.000 9.725.000 9.860.000 19.585.000 28.064.000 2003 16.783.000 15.585.000 8.730.000 24.315.000 41.098.000 2019 25.100.000 38.600.000 24.200.000 9.100.000 33.300.000 97.000.000 2020 26.000.000 41.600.000 24.000.000 10.200.000 34.200.000 101.800.000 2021 39.000.000 45.100.000 27.300.000 14.500.000 41.800.000 125.900.000 2022 35.600.000 50.000.000 25.900.000 13.700.000 39.600.000 125.200.000 2023 32.700.000 51.500.000 31.100.000 10.300.000 41.400.000 125.600.000 Andamento INCENTIVAZIONE dal 2001 al 2023 C.E. TOTALE DANNI INCENTIVO SULLA PRODUZIONE ANNUALE

maggio 2024 13 Se dovessi, oggi, definire con una parola gli eventi che hanno preceduto il Congresso anticipato di Montecatini 2002, sarebbe “logoramento”. E’ la stessa parola che il Presidente del Congresso, Lido Cei, utilizzò per rappresentare al Management di Assicurazioni Generali lo stato di sofferenza tra noi e loro. Vorrei iniziare questo mio articolo prendendo spunto dell’intervento che feci in occasione di quel congresso per ricordare a chi c’era ( e far capire a chi non l’ha vissuto ) il clima che si era creato: • l’allora Presidente aveva inviato una comunicazione a tutti noi nella quale Protagonista mio malgrado degli anni più bui vissuti dal GaGi e che hanno preceduto il Congresso di Montecatini del 12 e 13 aprile 2002. Periodo che ha condotto il GAA ad uno stato di logoramento. di Massimo Pierozzi Io l’ho vissuto e vorrei che non accadesse mai più La nostra storia sosteneva che 1.232 Agenti avevano manifestato lo stato di disagio delle loro Agenzie, la Giunta era impegnata con la Compagnia in un confronto per i problemi del momento: G.G.L. – Budget – Generali Vita – Banca Generali – Assenza di remunerazione di mantenimento dei capitali nel ramo vita. Invitava al contempo la base a rimanere ferma ed unita per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. • Sapevamo che la nostra forza risiedeva nel permettere a chi ci guidava di potersi voltare e guardare in faccia gli iscritti sapendo di poter contare sul loro supporto e noi eravamo lì! Rappre-

maggio 2024 14 sentavamo l’85 % del totale e avevamo espresso tramite le nostre zone delle richieste • Purtroppo però di queste istanze si era fatto ben poco, ricordo quattro consigli Direttivi “aperti” durati quattro mesi, quattro documenti politici ma sostanzialmente la mancanza di confronto. • La base aveva fame di azioni e risultati ed era ancora li ad aspettare. • Serpeggiava l’idea di abbandonare quel Gruppo Agenti, il disamore era forte e io, con il mio intervento, lanciavo un monito alla nuova classe dirigente affinché ascoltasse la base e abbandonasse lo stallo in cui eravamo precipitati per agire. Nel 2002 il Gruppo fu capace di rimodellarsi e rifondare una linea politica che ha portato, attraverso i sacrifici di molti colleghi ad importanti risultati nel corso degli anni attraverso una direzione da parte del collega Vincenzo Cirasola che in quel momento era la migliore nuova espressione politica che il Gruppo Agenti potesse avere. Io stesso ho avuto l’onere e l’onore di essere stato nominato nella sua prima Giunta e di lavorare a stretto contatto con Vincenzo, al quale ho riconosciuto grandi doti politiche e intuizioni che hanno aiutato tutta la categoria. Oggi, io, userei la stessa parola per definire lo stato in cui versa il GAGI internamente: LOGORAMENTO e non voglio che tutto questo possa accadere ancora. Sono fortemente deluso da quel che è accaduto, specie perché quella che si consumò del 2002 era una “battaglia” tra gli Agenti e la Mandante, mentre quella attuale sembra solo una guerra civile tra colleghi destinata a terminare chissà con quali vincitori, ma sicuramente con tutti noi come vinti. Per poter uscire da questa situazione abbiamo bisogno di una Presidenza forte che possa ripercorrere, attraverso una preparazione politica, il cammino che ha portato alla rifondazione del Gruppo e dei suoi vertici, necessario per i successi ottenuti. Abbiamo bisogno di un nuovo Presidente che, come Cirasola 22 anni fa, prenda in mano il Gruppo, contornandosi di colleghi capaci, uniti, volenterosi, ma soprattutto fedeli alla nostra associazione per riuscire ad affrontare alla pari l’Azienda che rappresentiamo. Come nel 2002 credo sinceramente che tutto questo possa realizzarsi solo convocando al più presto in forma straordinaria un Congresso Ordinario Elettivo anticipato che ponga fine a questa “guerra fratricida”, che costituisca un vero momento di incontro e confronto in cui tutta la base si possa proporre proprio come feci io nel 2002. Una nuova classe Dirigente che venga scelta apertamente dai colleghi. Uomini e donne che proseguendo nel solco sin qui tracciato possano abbinare a ciò che di buono è stato fatto anche nuove soluzioni ai molti problemi che ora come allora ci attanagliano. Anche oggi siamo precipitati in uno stallo e anche oggi la base ha bisogno di azioni e risultati, è lì che aspetta, datele una risposta forte e immediata. Buona lettura

maggio 2024 15 La nostra storia

maggio 2024 16 La nostra storia

maggio 2024 17 La nostra storia

maggio 2024 18 La nostra storia

maggio 2024 19 “ Il settore agricolo in Italia è composto da circa 1,1 milioni di aziende agricole, che impiegano 2,7 milioni di lavoratori ” La tecnologia, il cambiamento climatico sono alcuni dei fattori che stanno cambiando l’ambito agricolo, che in Italia è composto da 1,1 milioni di aziende. Un settore che secondo Pierantonio Fonda, responsabile del settore Agricoltura del GA-GI, non va assolutamente sottovalutato, così come spiega in questa intervista. Quando ha assunto l’incarico di responsabile del settore Agricoltura? Dal mese di luglio 2023 sono stato chiaL’agricoltura diventa tecnologia e noi con lei Fonda, responsabile del settore Agricoltura racconta il nuovo prodotto “Attiva Agricoltura” per rispondere alle esigenze di un’agricoltura 4.0 A cura della redazione GA-GI mato a far parte della Giunta Esecutiva del Ga-Gi, con la responsabilità Health & Welfare di cui ero già coordinatore e del settore Agricoltura. Ho assunto quest’ultimo incarico nel contesto della fusione tra Generali e Cattolica che, come tutte le trasformazioni, presenta entrambe le facce della classica medaglia. Da un lato le immancabili difficoltà di integrazione, di coesistenza e di tutto quello che è strettamente collegato al business quotidiano, dall’altro il vantaggio di avere un catalogo prodotti e competenze in un settore che fino ad oggi era prerogativa principale dei colleghi di Cattolica. Deve sapere che il segmento dell’Agricoltura in Italia è oggi composto da circa 1,1 milioni di aziende agricole, di cui 0,73 milioni sono iscritte nel registro delle imprese attive ed impegnano 2,7 milioni di lavoratori, in calo rispetto al 2010, causa

maggio 2024 20 Pierantonio Fonda, responsabile del settore Agricoltura del GA-GI l’introduzione e lo sviluppo tecnologico, di circa il 23%. Il settore merita quindi notevole attenzione. Ha citato lo sviluppo della tecnologia. In che modo ha impattato sul settore agricolo? Oggi possiamo parlare di AGRICOLTURA 4.0, nella quale i principali bisogni degli imprenditori del settore si sono ampliati alla Digitalizzazione (nuove tecnologie, protezione per gli elementi dell’agricoltura di precisione) e alla Sostenibilità (progressivo aumento agricoltura biologica). Ecco che nelle more di questo processo è nato il nuovo prodotto “ATTIVA AGRICOLTURA” in sostituzione del nostro storico “Valore Agricoltura” e degli analoghi prodotti di Cattolica: UN UNICO CONTRATTO PER TUTTI e nel quale viene anche inserito un capitolo dal quale noi Generali eravamo esclusi, che è quello del settore della ZOOTECNIA, fornendoci quindi un’ulteriore opportunità di business. Il tema ambientale è diventato strategico? Il contesto storico, legato soprattutto al Climate Change, ha necessariamente influenzato le condizioni contrattuali del nuovo prodotto. Noi come Commissione Agricoltura e come Giunta abbiamo fin da subito evidenziato le nostre perplessità su alcune lacune che presentava il prodotto e abbiamo formulato le nostre richieste affinché si arrivasse ad avere una soluzione il più completa possibile e presentabile al mercato, sia per i nuovi affari, sia per le sostituzioni dei contratti del vecchio prodotto Valore Agricoltura, senza che i nostri assicurati si trovassero a vedersi escluse garanzie già presenti. Grazie anche alla nuova riorganizzazione della struttura Direzionale gestita da Daniele Caceffo diverse nostre richieste sono state accolte, altre sono ancora in fase di valutazione insieme alla Compagnia con la quale abbiamo un costante confronto. Siamo fiduciosi che il prodotto Attiva Agricoltura possa, con il lavoro di tutti, diventare veramente completo e competitivo per affrontare le sfide che si presenteranno anche grazie ad Agricoltura 4.0, che ha portato nel settore un’ondata di innovazione tecnologica.

maggio 2024 21 Mattia e Claudio Parola Intervista Doppia alla famiglia Parola Come vivono padre e figlio la professione di agente? Cosa li distingue e cosa li unisce? Abbiamo realizzato questa intervista doppia grazie alla collaborazione di Claudio Parola e di suo figlio Mattia A cura della redazione GA-GI

maggio 2024 22 Cosa ti ha avvicinato alla professione di agente? Claudio: Dopo l’esperienza di vendita in qualità di OP ho individuato l’obiettivo di proseguire la professione di assicuratore nel ruolo di agente, ho trovato la disponibilità della compagnia e non ho esitato a cogliere l’opportunità. Mattia: Il mio percorso è iniziato dopo gli studi, quando ho deciso di provare quella professione che ho sempre visto svolgere da mio padre con passione e dedizione, nella quale si offrono soluzioni alle persone. Motivato da questo ho iniziato come OP nella filiale di direzione di Torino, dove grazie a una gran bella squadra mi sono appassionato anche io e ho continuato questo percorso fino a diventare agente. Quali aspettative avevi / hai da questa professione? Claudio: La possibilità di veder valorizzato il mio lavoro nel rapporto con la compagnia, con i clienti ed i collaboratori mi ha permesso di raggiungere soddisfazioni professionali ed economiche che corrispondono alle mie aspettative. Mattia: le aspettative erano di un lavoro dinamico, vario e meritocratico ed è così. Oggi con il nuovo ruolo si sono aggiunte nuove dinamiche legate alla gestione dell’agenzia che hanno attivato nuovi stimoli e aspettative. Come hai costruito il tuo portafoglio/ Come pensi di costruirlo? Claudio: Essendo cuneese da sempre ed avendo avuto la possibilità di lavorare sul mio territorio sono riuscito a sviluppare ed ottimizzare le relazioni con i clienti ed i collaboratori. Mattia: Il mio portafoglio è stato costruito tramite clienti potenziali utilizzando il contatto telefonico, le visite dirette e le referenze. Ho messo a frutto gli insegnamenti ricevuti in filiale di direzione a Torino. I risultati si ottengono con tanto impegno: tutti e tre i metodi sono efficaci, anche se in diversa misura e a seconda dell’utilizzo che ne fa il consulente. Quanto è importante per te l’aspetto umano della relazione con il cliente? Claudio: L’aspetto umano della relazione con il cliente è fondamentale e mi ha permesso di fidelizzare nel tempo la clientela. Oggi il nostro motto partner di vita calza alla perfezione con quella che è stata la filosofia del mio lavoro. Mattia: L’aspetto umano è molto importante perché ci permette di svolgere bene il nostro lavoro passando i messaggi corretti ai clienti con trasparenza e efficacia. Tutto ciò permette di costruire rapporti piacevoli e duraturi con i nostri clienti.

maggio 2024 23 La tecnologia che posto occupa nella tua professione? Claudio: L’evolversi della tecnologia ha agevolato l’attività pur essendo lontana dal mio modus operandi, ma grazie alla capacità dei collaboratori e dei colleghi ne ho approfittato per ottimizzare il mio lavoro fatto di relazione. Mattia: La tecnologia ormai è parte integrante dei nostri processi lavorativi e permette di avere vantaggi su vari aspetti. Il vantaggio principale è il risparmio di tempo. Quali sono le tue specializzazioni/ in cosa vorresti specializzarti? Claudio: la capacità indispensabile per instaurare rapporti duraturi con i clienti è quella di andare incontro alle loro esigenze a 360°, offrendo loro una struttura nella quale abbiano pieno sviluppo le specializzazioni da adattare alle esigenze. Mattia: Ad oggi il percorso che ho fatto mi ha portato a specializzarmi nel saper cogliere le esigenze del cliente e uno degli obiettivi che ho è quello di circondarmi di persone positive e professionali per essere sul lavoro il più completi e efficaci possibile. Un suggerimento per i colleghi? Claudio: Per svolgere la professione di agente è indispensabile disporre di una struttura preparata, motivata con una particolare attenzione agli obiettivi e ad una continua formazione. Mattia: Il mio suggerimento è applicarsi seriamente e al massimo, metterci tutto l’impegno possibile per vivere al massimo il nostro lavoro apprezzandone le caratteristiche e le opportunità che ci mette a disposizione. Come pensi potrà evolvere questa professione? Claudio: In qualunque modo evolverà la nostra professione ritengo rimanga fondamentale il rapporto che riusciremo a sviluppare con i clienti in sintonia con gli obiettivi della struttura sia agenziale che di compagnia. Mattia: questa professione sicuramente evolverà in base alle esigenze delle persone e quello che dobbiamo e vogliamo fare è essere il più aggiornati e pronti ad affrontare cosa ci riserverà il futuro. Questo è anche un bell’aspetto del nostro lavoro. “ La professione evolverà ma le persone restano al centro ”

maggio 2024 24 Nuovo incontro per il Coordinamento Europeo degli Agenti di Generali. Nella giornata di martedì 20 febbraio il Coordinamento Europeo degli Agenti di Generali è stato accolto dal Group CEO Philippe Donnet presso la Torre Hadid a Milano. All’incontro, insieme al nuovo CEO Insurance Giulio Terzariol, erano presenti il Country Manager di Generali Italia, Giancarlo Fancel e il Country Manager di Generali France, Jean-Laurent Granier. Per la delegazione del GA-GI - Gruppo Agenti Generali Italia erano presenti Federico Serrao, Vincenzo Cirasola e Fulvio Galli. La delegazione francese del Triangl (Gruppo Agenti Generali France) era composta da Jean Marc Segui, Christian Gouverneur, Michel Mirabella e Nicolas Paoli. Costituito formalmente il 21 maggio del 2015 a Bruxelles, il Coordinamento Europeo degli Agenti di Generali, sul Nuovo incontro del Coordinamento Europeo degli Agenti di Generali con i vertici della Compagnia Nel corso dell’incontro sono state ribadite l’importanza strategica e la centralità del ruolo degli agenti per il business della Compagnia A cura della redazione GA-GI

maggio 2024 25 modello delle migliori best practice europee, ha l’obiettivo di creare un organismo di confronto, analisi e studio sul ruolo dell’agente nel contesto europeo e sull’evoluzione della professione. Nel corso dell’incontro, proficuo e interessante, sono state ribadite l’importanza strategica e la centralità del ruolo degli agenti per il business della Compagnia.

maggio 2024 26 Diciassette nuovi ingressi per quattordici uscite. E’ in positivo il bilancio degli iscritti al GA-GI. Ha rafforzarsi sono tutte le aree geografiche dalle Marche, alla Lombardia, passando per il Piemonte e scendendo fino alla Basilicata e in Sicilia. Le stesse aree sono state protagoniste di uscite di agenti che hanno cessato il mandato. Da Cesena, a Treviso, passando per Agrigento e Roma. Sul fronte del genere sono quattro le donne che risultano iscritte per una donna in uscita. Arrivi e partenze NUOVI AGENTI ISCRITTI AL GA-GI DAL 18/11/2023 Cognome Nome Data di iscrizione al GA-GI Agenzia BERTINI ANDREA 16/01/2024 FERMO PIERANGELO STEFANO 22/01/2024 LECCO VOLPE ALESSANDRO 01/02/2024 MONCALIERI DI GIOVANNI ENRICO 19/02/2024 MILANO BUONARROTI SCIABICA FRANCESCA AGNESE 01/03/2024 AGRIGENTO BOIER FRANCESCO 01/03/2024 FELTRE PRIMIERO COLELLA PAOLA 11/03/2024 SESTO SAN GIOVANNI MANGIACAPRA DANIELE 12/03/2024 SESTO SAN GIOVANNI CRISTIANI ANDREA 26/03/2024 LUCCA SAN MARCO ALTERI FEDERICO 27/03/2024 ROMA TUSCOLANA TORZILLO CARMEN 28/03/2024 POTENZA DEL BASENTO NICASTRO SALVATORE 28/03/2024 POTENZA NOVELLINO MARIA CARLOTTA 11/04/2024 CASTEL SAN PIETRO STRATTA FILIPPO 18/04/2024 LA SPEZIA VIA DOMENICO CHIODO SANGES DIEGO 18/04/2024 LA SPEZIA VIA DOMENICO CHIODO LANDONE GIOVANNI 23/04/2024 CONEGLIANO MAZZINI CAPPELLO PIETRO 23/04/2024 CONEGLIANO MAZZINI AGENTI CESSATI DAL MANDATO AGENZIALE DAL 30/11/2023 Cognome Nome Data Fine Attività Agenzia PINI STEFANO 31/12/2023 CESENA TREVI GIORGIO 31/12/2023 TREVISO CASTELLANO PAOLO 31/12/2023 BINASCO BINI DONATELLA 31/01/2024 FOLLONICA SCIABICA VALERIO 07/02/2024 AGRIGENTO QUARANTA ARTURO GIUSEPPE 14/02/2024 MILANO TIZIANO LOTTI MANRICO PIERO 14/02/2024 MILANO BUONARROTI MANGIACAPRA SABINO 21/02/2024 SESTO SAN GIOVANNI SERENO FABRIZIO 20/03/2024 BORGOMANERO LUCCI GIANCARLO 20/03/2024 ROMA TUSCOLANA BRINA LUCA 27/03/2024 LEGNAGO CHIARINI LUIGI 03/04/2024 AREZZO STRATTA FABRIZIO 09/04/2024 SARZANA REBECCHI PAOLO 17/04/2024 LA SPEZIA VIA DOMENICO CHIODO

maggio 2024 27 QUALCHE DATO La vendita di elettrodomestici in Italia continua a non conoscere pause: complici le mode, lo smart home, i contributi statali ed i siti internet con consegna a domicilio, il settore viaggia con il vento in poppa con punte percentuali del + 18% di crescita. Quello che non rallenta pero è anche il numero dei ricorsi ai pronto soccorso degli ospedali, delle persone che per mille motivi dagli elettrodomestici hanno subito danni. Sebbene siano le cadute in casa la prima causa degli infortuni, è vero anche che gli sbalzi di tensione, l’uso dei frullatori che provocano ferite da taglio o anche ustioni da surriscaldamento o folgorazioni elettriche, fanno la loro parte nei quasi tre milioni di sinistri che sono successi in media negli ultimi anni. A CHE COSA FARE ATTENZIONE Sono un mix di fattori che fanno capo a: • La conoscenza dei manuali d’uso ed il loro rispetto • Le manutenzioni programmate (solitamente ignorate) • L’obsolescenza tecnica degli apparati a produrre le condizioni ideali a far sì che si verifichino i danni alle persone, al punto che il disinteresse e la trascuratezza la fanno da padroni, con l’esito finale che non solo l’attrezzatura smette di funzionare, ma tante volte diventa causa di infortunio. Diventa infatti abitudinario pensare che se il frigorifero funziona, non abbia bisogno di nulla, se la lavastoviglie si blocca durante il lavaggio è solo perché è una macchina stupida e non magari perché l’accumulo di calcare al suo interno ne ha pregiudicato le funzioni al punto da farla lavorare sotto sforzo, con il risultato di perdite d’acqua interne che sono andate a contatto con i contatti elettrici al punto da renderla a rischio di folgorazione per le persone. Il controllo del normale funzionamento del motore elettrico del frigorifero, il buon funzionamento del suo compressore e dei circuiti scambiatori, eventuali perdite del gas refrigerante contenuto nei circuiti e la funzionalità dei comandi elettronici, dovrebbero essere adottati come controlli di routine. Oppure la caldaia a gas, altro oggetto posto fuori casa e dimenticato a se stesso che di anno in anno invece, necessiterebbe dei Elettrodomestici. Fra incidenti in casa ed obsolescenza programmata A cura della redazione Assinews

maggio 2024 28 controlli dei fumi, del controllo della prestazione del bruciatore, di quello della fiamma pilota e del numero di ore di funzionamento. E se questi controlli non siamo capaci di farli noi, allora chiamiamo un tecnico che ci capisce, invece di ignorare il problema come non esistesse. Quindi, per prima cosa facciamo l’inventario delle apparecchiature tecniche in funzione nel nostro domicilio e spulciati poi i manuali d’uso prendiamo nota delle operazioni e delle scadenze per mantenerli sempre in perfetta efficienza, ci eviteremo così a lungo andare, di trasformali in fonti di guai. OBSOLESCENZA PROGRAMMATA Ci si mettono di mezzo poi anche i costruttori, che supponendo a priori i cambiamenti tecnologici a venire, preparano già dal momento dell’acquisto, le condizioni per cui il prodotto vada a morire esattamente dopo la scadenza delle garanzie, ovvero dopo un determinato numero di ore di funzionamento. Il massimo in proposito lo ha toccato una delle più conosciute major dell’informatica, che non permette nemmeno la ricarica delle batterie dei propri device, se non si usano dei cavi originali. Una chiosa a proposito delle impedenze dei cavi, delle prese multiple e delle ciabatte: vanno per quanto possibile evitati. Sono infatti spesso usati male (e si spellano i cavi) sovraccaricati e allora si surriscaldano e collassano diventando fonti di cortocircuiti, ovvero proprio non sono idonei allo scopo e possono far saltare l’apparecchio con ciò che ne consegue. Ma torniamo all’obsolescenza programmata, in quanto questa, specie per elettrodomestici o smartphone di bassa qualità, incide sulla longevità dei prodotti e sul loro processo di

maggio 2024 29 usura. È bene assicurarsi perciò, già all’atto dell’acquisto, che i prodotti siano descritti nelle recensioni della stampa di settore di lunga durata e di ottima qualità costruttiva. Per fare scelte azzeccate allora, non c’è altro che affidarsi a marchi che certifichino il ciclo produttivo del proprio prodotto. Sappiamo che l’obsolescenza programmata è parte integrante del programma di studi delle scuole per ingegneri e progettisti, facciamocene una ragione. Il concetto relativo al ciclo di vita del prodotto è il solo modo che i produttori hanno trovato per deresponsabilizzarsi verso la durata dei loro prodotti. E visto che le norme consentono ai produttori di non parlare di durata, ad eccezione del periodo di garanzia, per la vita dei loro prodotti sanno perfettamente come muoversi. I tecnici della Commissione europea hanno evidenziato infatti i tempi e la durata attuali dei dispositivi più usati: in media, hanno una durata di 2 anni gli smartphone e piccoli elettrodomestici; durano 3-4 anni i dispositivi portatili (come le cuffie per la musica), 5-6 anni gli aspirapolvere, le lavatrici ed i forni a microonde; 10-12 anni sono invece previsti per i televisori, i forni ed i frigoriferi. E ciò con buona pace dell’inquinamento ambientale, dei comportamenti green richiesti ai cittadini e dell’uso delle energie. L’intenzione dell’Unione Europea in merito è chiara e già si stanno approntando nuove misure normative per limitare l’autonomia dei produttori ed incentivare un maggiore rispetto dell’ambiente. IL BOX DELL’ASSICURATORE Le polizze di assicurazione hanno da sempre prestato attenzione al funzionamento degli elettrodomestici, sia in senso patrimoniale, che per il riflesso che il loro uso può produrre come danni o responsabilità per le persone. Sono ad esempio inseriti i danni elettrici nei contratti assicurativi delle abitazioni ed anche le coperture su particolari device come computer e smartphone possono essere accese privatamente. L’assicuratore non ha poi dimenticato i danni alle persone e le responsabilità cui sono soggetti quando usano questi prodotti; Ed in merito sono presenti sul mercato sia prodotti assicurativi a salvaguardia della salute delle persone, così come contratti a protezione delle responsabilità personali. Tutti ricordano gli avvisi che vengono dati ai passeggeri prima del decollo degli aerei, perché i telefoni cellulari vengano tenuti spenti. In ogni caso non è peregrino pensare di usare delle coperture messe a disposizione dalle compagnie, a scanso di maggiori complicazioni. IN CONCLUSIONE Prestare attenzione alle buone prassi ed applicare il normale buonsenso restano cardini di riferimento per non adottare comportamenti scorretti. E a volte essere maggiormente informati ed agire politicamente anziché rimanere solo spettatori passivi delle sollecitazioni del marcato, magari aiuterebbe a pilotare meglio il futuro. Gli elettrodomestici ci hanno cambiato la vita e promettono di farlo anche nel futuro e in tempi di intelligenza artificiale che già azzardano numeri spropositati rispetto ai futuri aiutanti domestici i robot umanoidi che secondo i bene informati già dal 2030 saranno a casa con noi, avere una preparazione, potrebbe davvero fare la differenza.

maggio 2024 30 Sale a dieci anni il termine per potere richiedere l’indennizzo previsto in un’assicurazione sulla vita qualora l’evento luttuoso si sia verificato in data ricompresa tra il giorno 28 agosto 2008 (data di entrata in vigore del d.l n. 134/2008) ed il giorno 12 ottobre 2012 (data di entrata in vigore del d.l. n.179/2012). La Corte Costituzionale- con la sentenza n. 32 depositata il giorno 29 febbraio 2024 - modifica un importante aspetto della normativa riservata alle cosiddette assicurazioni sulla vita, intervenendo in maniera radicale sulla tempistica per la presentazione della domanda di corresponsione dell’indennizzo da parte del beneficiario. La dichiarazione di illegittimità costituzionale operata con la recente sentenza sarà destinata a produrre effetti anche sulle pratiche ancora in esecuzione: non sempre, infatti, nonostante il decorso di un consistente lasso temporale dal periodo di vigenza della normativa dichiarata incostituzionale, le procedure di richiesta di corresponsione dell’indennizzo apertesi durante tale lasso temporale saranno del tutto esaurite, ma durante la loro restante operatività non potranno più trovare applicazione le norme dichiarate incostituzionali con la recente sentenza. Il contratto di assicurazione sulla vita ed il termine entro il quale richiedere l’indennizzo Il contratto di assicurazione rientra nella categoria dei cosiddetti contratti tipici e trova una diffusa regolamentazione all’interno del codice civile. Si tratta di un contratto a titolo oneroso che può presentare due forme di realizzazione pratica. Una prima forma prevede tre soggetti partecipare al negozio giuridico: un primo soggetto, detto contraente, che assicura la propria vita, un secondo detto assicuratore, tenuto a corrispondere l’indennizzo previsto nel contratto di assicurazione, ed infine un terzo, detto beneficiario, al quale verrà corrisposto l’indennizzo. Prescrizione decennale per le polizze vita A cura della redazione Assinews

maggio 2024 31 L’assicurazione sulla vita può assumere anche una seconda forma, che differisce dalla prima in quanto vede l’inserimento di un altro soggetto nel rapporto contrattuale. Si tratta della cosiddetta assicurazione a favore di terzo. In tale caso i soggetti facenti parte del negozio giuridico diverranno quattro: un primo soggetto, detto contraente, che assicura la vita di un altro, un secondo, detto assicurato, titolare del bene vita oggetto del contratto, un terzo, detto assicuratore che provvede ad assicurare l’evento luttuoso, ed infine un quarto al quale spetterà la corresponsione dell’indennizzo previsto nel caso di decesso dell’assicurato. Tale caso si realizza qualora taluno assicuri la vita di un soggetto diverso. Con frequenza la prassi ha visto lo sviluppo e la diffusione delle polizze vita. Contratti appartenenti al gruppo delle assicurazioni sulla vita che nel caso di decesso obbligano l’assicuratore a corrispondere un indennizzo al beneficiario. Si tratta anche in questo caso di un contratto a titolo oneroso che he prevede veri e propri obblighi. All’obbligo del contraente di versare il corrispettivo pattuito corrisponderà, in capo al beneficiario, un vero e proprio diritto di ottenerne la corresponsione. Tale diritto, come la stragrande maggioranza di quelli previsti nella legisla-

maggio 2024 32 zione civile vigente, è soggetto a termini temporali ben precisi, superati i quali esso non potrà più in alcun modo essere azionato. La durata del termine concessa al beneficiario per la presentazione della richiesta di indennizzo è stata fatta oggetto di un intervento legislativo specifico, verificatosi con l’entrata in vigore del decreto legge 28 agosto 2008 n. 134 convertito con modificazioni nella legge 28 ottobre 2008 n. 166. A seguito dell’entrata in vigore dell’intervento normativo di cui sopra è stato inserito all’interno dell’art. 2952 codice civile un comma 2 contenente una disposizione in materia di prescrizione del diritto del beneficiario della polizza vita. Il termine fissato tuttavia si presenta come molto ridotto, quantificato in appena due anni, che decorrono dal momento del verificarsi del fatto costitutivo del diritto, rappresentato come ovvio dal decesso del soggetto assicurato dal quale traeva origine il diritto del beneficiario. Quello previsto dalla normativa oggetto di dichiarazione di illegittimità costituzionale, era un termine senza ombra di dubbio piuttosto ristretto, tale da non potere reggere al vaglio dei giudici della Corte Costituzionale che dichiarano incostituzionale la disposizione che lo contiene. L’irrazionalità di un così ristretto termine temporale per la presentazione della domanda da parte del beneficiario si rivela del tutto ingiustificata in relazione ad un esame complessivo dell’ordinamento ed alle caratteristiche della situazione di fatto che caratterizza il suo esercizio. Circa il primo di tali aspetti, ove si considerino i termini previsti per l’esercizio di altri diritti, emerge con tutta evidenza la loro maggiore consistenza temporale, si pensi a quello previsto per l’esercizio dell’azione da fatto illecito (responsabilità extracontrattuale) fissato in cinque anni, ovvero a quello previsto per i diritti derivanti da un contratto (responsabilità contrattuale), fissato addirittura in dieci anni. Ma l’irrazionalità della previsione del termine biennale la si coglie altresì in considerazione delle caratteristiche della situazione di fatto che circonda l’esercizio del diritto da parte del beneficiario. Contraente e beneficiario, infatti, nella maggior parte dei casi non coincidono, pertanto il secondo potrebbe non essere a conoscenza della conclusione del contratto e del suo potenziale diritto a riscuotere l’indennizzo. Il beneficiario potrebbe rendersene conto solo decorso un lasso temporale molto consistente. Il legislatore, consapevole della necessità di porre fine ad una situazione legislativa caratterizzata da una forte irrazionalità, interviene quattro anni più tardi. Attraverso il d.l. 18 ottobre 2012 n.179 viene abolito il termine previsto dal comma 2 dell’art 2952 codice civile, e ne viene inserito uno nuovo fissato questa volta in dieci anni.

maggio 2024 33 Oggi, pertanto, al beneficiario è assicurato un lasso temporale piuttosto esteso, che sicuramente gli garantisce la facoltà di far valere il proprio diritto e di ottenere la somma che gli spetta. L’intervento della Corte Costituzionale e le norme dichiarate costituzionalmente illegittime Con l’intervento della Corte Costituzionale attraverso la sentenza n. 32, depositata il giorno 29 febbraio 2024, cambiano le tempistiche per la richiesta di indennizzo. La decisione dei giudici della Consulta trova il fondamento nei principi posti dagli articoli 3 (uguaglianza) e 47 (tutela del risparmio) della Costituzione, sicuramente violati dalla norma oggetto del giudizio di costituzionalità. La particolarità della decisione, al di là del suo esito, la si coglie nel fatto che essa riguarda una norma oggi non più vigente. Ad esserne oggetto è infatti l’art. 3 c.2 ter del d.l. 28 agosto 2008 n. 134 (Disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi), convertito con modificazioni dalla legge 27 ottobre 2008 n. 164, sostituito dall’art. 22 c. 14 del d.l. 18 ottobre n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2021 n. 221. La disposizione dichiarata incostituzionale conteneva il termine per la presentazione della richiesta di corresponsione dell’indennizzo applicabile anche alle polizze vita fissato come abbiamo visto in due anni. Gli effetti della sentenza n 32/2024 sulle richieste del beneficiario di una polizza vita La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 32/2024, interviene sulle tempistiche del diritto del beneficiario dell’indennizzo. Si tratta all’apparenza di un provvedimento di scarso rilievo, in quanto avente ad oggetto una disposizione ormai da lungo tempo non più in vigore. Tuttavia tale conclusione deve essere corretta sulla base di una considerazione circa gli effetti pratici e processuali che derivano da una sentenza di dichiarazione d’incostituzionalità e che potrebbero realizzarsi su rapporti che, anche se instaurati al momento di vigenza della normativa dichiarata incostituzionale, siano comunque ancora pendenti. Su tali rapporti riguardanti il diritto del beneficiario si dispiegheranno gli effetti della recente sentenza della Corte Costituzionale. Per cogliere l’essenza di tali effetti dobbiamo portare la nostra attenzione sui principi basilari del diritto costituzionale ed in particolare di quelli che riguardano le conseguenze di una dichiarazione che dichiari incostituzionale una norma. Gli effetti di un provvedimento di tale tipo si diversificano in maniera notevole a seconda che riguardino rapporti instaurati successivamente alla dichia-

maggio 2024 34 razione d’incostituzionalità ovvero già in essere rispetto alla data di emissione del provvedimento della Corte Costituzionale. Nel primo caso infatti non sarà più possibile l’applicazione della norma oggetto della dichiarazione d’ incostituzionalità, che perderà ogni efficacia per il futuro. Per quelli invece del secondo tipo invece dovrà essere effettuata una distinzione; la dichiarazione di illegittimità costituzionale non avrà alcun effetto in relazione ai rapporti esauriti mentre per quelli che invece difettino di tale carattere e non siano ancora esauriti dovrà essere escluso dal giorno di pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale che la norma dichiarata incostituzionale possa produrre effetto sui rapporti che sarebbero stati oggetto della sua regolamentazione. Se questi sono gli effetti di una dichiarazione d’incostituzionalità, vediamo quali conseguenze potrebbero assumere in relazione all’esercizio del diritto del beneficiario di una polizza vita. Facciamo due esempi pratici al fine di chiarire il concetto. Si tratta di due ipotesi relative, la prima al caso in cui il diritto sia ancora nella fase di trattazione amministrativa della pratica, la seconda invece al caso in cui la richiesta di indennizzo sia stata portata più avanti, tanto da costituire il presupposto di un procedimento giudiziario. La prima ipotesi riguarda le richieste di indennizzo presentate in relazione ad un fatto verificatosi durante il periodo di vigenza della norma dichiarata incostituzionale che- nonostante il decorso di un lasso temporale piuttosto consistente (ricordiamo che la sentenza della Corte Costituzionale riguarda disposizioni in vigore ormai più di un decennio addietro) - siano ancora in corso d’istruzione e non abbiano ancora trovato il loro esaurimento. Per tali casi non potrà in ogni modo essere applicato il termine biennale di prescrizione qualora ci si trovi a valutare la tempestività della richiesta, optandosi invece per quello previsto dalla normativa vigente, che sicuramente garantisce un più sicuro esercizio del diritto. A medesima soluzione si giunge anche nel caso che vede la questione del diritto del beneficiario essere oggetto di valutazione da parte dell’autorità giudiziaria. Qui l’iter è stato più tortuoso, posto che ad una prima presentazione di una richiesta di indennizzo ha fatto seguito un rigetto da parte dell’organo competente ed una ulteriore richiesta questa volta in sede giudiziaria dell’indennizzo. Se il fatto posto a fondamento della richiesta si è verificato in una data ricompresa nel periodo di vigenza della normativa oggetto di dichiarazione di incostituzionalità, non potrà anche in questo caso a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale, essere più considerato il termine biennale.

maggio 2024 35 La scelta di sponsorizzare un’iniziativa locale può essere un’ottima idea per un intermediario assicurativo per aumentare la visibilità e dare maggiore stimolo al coinvolgimento attivo nella comunità in cui opera. La sponsorizzazione di eventi o iniziative locali offre numerosi vantaggi: innanzitutto, permette di stabilire una connessione diretta con la propria comunità, dimostrando il proprio impegno nel sostenere le proposte locali. Questo crea un senso di fiducia e affinità tra l’intermediario e il pubblico locale, che può tradursi in nuove relazioni e opportunità commerciali. Inoltre, la sponsorizzazione offre un’opportunità di massima visibilità. Gli eventi o le attività sponsorizzate attirano l’attenzione di un pubblico ampio e diversificato, consentendo agli intermediari di raggiungere potenziali clienti che potrebbero non essere stati precedentemente consapevoli dell’esistenza dell’agenzia o dell’intermediario stesso. Questo aumento della visibilità può portare a un corrispondente aumento del riconoscimento del marchio e dell’interesse per i servizi assicurativi offerti. Primo step: sfruttare al massimo la comunicazione offline della sponsorizzazione Nonostante il crescente ruolo del web marketing, non dobbiamo sottovalutare l’importanza della comunicazione tradizionale per massimizzare l’impatto della sponsorizzazione locale. Ecco alcuni aspetti a cui prestare attenzione: 1. Materiali promozionali di alta qualità: investire nella produzione di materiali promozionali di alta qualità, come volantini, manifesti, cartellonistica e gadget personalizzati, è essenziale per creare una consapevolezza duratura nel pubblico. Assicuriamoci che questi materiali siano ben progettati, informativi e rappresentino in modo efficace il messaggio dell’intermediario e dell’evento sponsorizzato. Come dare visibilità a una sponsorizzazione locale Come attivare gli strumenti digitali a supporto di un investimento in una sponsorizzazione A cura della redazione Assinews

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