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Solvibilità, compagnie italiane meglio di quelle europee

18 Febbraio 2019

Ha preso il via ieri il nuovo bollettino statistico Il reporting Solvency II, pubblicazione annuale curata dall’Ivass che conterrà informazioni su attivi, investimenti, riserve tecniche e solvibilità di imprese e gruppi assicurativi italiani. I risultati, come si evince dal titolo scelto, saranno calcolati secondo i criteri di valutazione e compilazione previsti a livello europeo da Solvency II.

Secondo i numeri del bollettino, a giugno 2018 il valore mediano del requisito patrimoniale di solvibilità individuale (Scr) si attestava al 226%, leggermente superiore al 215% fatto registrare a livello europeo. Gli investimenti delle imprese italiane vigilate dall’Ivass ammontavano a 842 miliardi di euro: i titoli di Stato italiani si sono intestati il 43,8% della somma, una quota pressoché inalterata rispetto al primo semestre del 2017, mentre a obbligazioni societarie e organismi di investimento collettivo (Oicvm) sono andati rispettivamente il 20,2% e l’11,6% degli investimenti complessivi.

Le riserve tecniche, infine, si sono attestate a 736 miliardi di euro, ripartite tra il 93% del ramo vita e il 7% del ramo danni. Nel vita, in particolare, si è registrato un aumento delle riserve tecniche per il ramo III, quello che racchiude soluzioni unit e index linked. Per quanto riguarda il danni, l’istituto guidato da Salvatore Rossi ha invece sottolineato la variazione negativa delle riserve tecniche che ha riguardato i rami Rc auto (-5%) e Rc generale (-9%).

 

FONTE INSURANCE TRADE