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Fonage: l’ex presidente Pavanello a favore del Piano

24 Settembre 2015

Francesco Pavanello, ultimo presidente della gestione ordinaria del Fondo pensione agenti, scrive una lettera ai vertici dello Sna per invitarli a dare il via libera la Piano di riequilibrio del Fonage. Pavanello, che, è presidente della sezione provinciale di Padova dello stesso Sna, critica la decisione del Sindacato guidato da Claudio Demozzi di non esprimersi sul piano proposto dal Commissario straordinario Ermanno Martinetto. “E’ una posizione che non condivido”, sottolinea Pavanello, “come ho cercato di spiegare nei giorni scorsi ai componenti dell’Esecutivo nazionale, il Commissario non è la nostra controparte o il nostro avversario ma il nostro unico interlocutore in rappresentanza dell’Autorità di controllo, in una situazione di “crisi” provocata dal fallimento di trattative durate quasi due anni. Il Piano di riequilibrio, seppure preveda sacrifici per tutti, è l’unico percorribile per la sopravvivenza del fondo, ed è ben diverso da quello ‘lacrime e sangue’ proposto dall’Ania”. La soluzione prospettata assomiglia molto all’ipotesi a suo tempo delineata dallo Sna, “che prevedeva il mantenimento della prestazione definita per un terzo degli iscritti e il passaggio immediato alla contribuzione definita per i restanti due terzi.
”Non possiamo ignorare”, sottolinea Pavanello, “che ad almeno 16mila iscritti (11mila pensionati e 5mila agenti in attività) sono state pagate o promesse prestazioni pensionistiche molto più alte del valore dei contributi versati nell’ordine di oltre due volte; non è più realistico pensare che il risanamento dello squilibrio prospettico sia possibile con l’aumento delle future contribuzioni. In caso di applicazione del piano del Commissario, nessuno tra pensionati e agenti in attività avrà una prestazione inferiore a quella legittimamente dovuta in base ai contributi fino ad ora versati. Sento come un dovere rivolgere un accorato appello ai vertici del sindacato e a tutti i colleghi in pensione o in attività affinché si sviluppi un’ulteriore riflessione sulla posizione da prendere nei confronti del Piano. Siamo sull’orlo del baratro, il pericolo della liquidazione coatta non è mai stato così vicino, ed è esattamente il contrario dell’obiettivo che si pone lo Sna; mentre, forse, è quello che alla fine conviene più alle compagnie di assicurazione che, ovviamente ben felici, verranno “liberate” dagli obblighi contributivi che gli impone lo Statuto, con il conseguente risparmio dei 20/25 milioni di euro l’anno, che in caso di accoglimento del Piano dovrebbero continuare a garantire a beneficio di tutti gli iscritti. I tempi per un’ulteriore e più accorta riflessione sono strettissimi. Il Commissario nel giro di pochissimi giorni presenterà la propria relazione alla Covip e non potrà che segnalare il fallimento del tentativo intrapreso, con il rischio concreto dell’avviamento della procedura di liquidazione coatta amministrativa. Soluzioni diverse non sono ragionevolmente praticabili”. La presa di posizione di Pavanello è in linea con quella della sezione provinciale dello Sna di Roma, che invitava i vertici del Sindacato a dire sì al piano di riequilibrio.
La presa di posizione dei vertici Sna. Nei giorni scorsi l’Esecutivo nazionale Sna ha preso posizione all’unanimità attraverso un documento inviato al Commissario straordinario, al Ministero del Lavoro, alla Covip e alla Commissione Lavoro della Camera. Anche grazie alla consulenza di alcuni esperti, il Sindacato ha individuato “una serie di lacune, formali e sostanziali, nel piano di riequilibrio elaborato dall’Amministrazione straordinaria del fondo. Sono altresì emerse gravi anomalie nelle modalità adottate per ottenere la sottoscrizione del piano da parte delle Fonti istitutive Sna e Ania e degli altri soggetti coinvolti (Unapass, Anapa, UnipolSai)”. Secondo lo Sna, certamente il piano del Commissario straordinario rappresenta un tentativo di mitigare i sacrifici a carico degli Agenti, pensionati e non, rispetto a quelli – inaccettabili – del noto piano Ania presentato lo scorso anno, e sottoscritto da Anapa e Unapass. “Non sono state considerate diverse opzioni che avrebbero graduato nel tempo l’impatto dei tagli sugli iscritti”, sottolinea il presidente Sna Claudio Demozzi, “per esempio non si è fatto ricorso alla realizzazione, almeno parziale, delle plusvalenze sui titoli, che pare ammontino a quasi duecento milioni di euro e che avrebbero ridimensionato lo squilibrio prospettico in misura alquanto rilevante e, conseguentemente, avrebbero permesso di intervenire con minore incisività sulle prestazioni pensionistiche attuali e future. Per noi il percorso non è affatto concluso; difenderemo con ogni mezzo l’esistenza di Fonage dagli attacchi, maldestri, di chi ne desidera lo smantellamento, così come continueremo a tutelare, in ogni sede, tutti i nostri iscritti”.

FONTE IO TI ASSICURO – 21 SETTEMBRE