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WELFARE INDEX DI GENERALI, PMI SEMPRE PIÙ ATTENTE AL BENESSERE DEI DIPENDENTI

2 Aprile 2017

Le piccole e medie imprese sono sempre più attente al welfare aziendale per il benessere dei dipendenti. Sanità integrativa, conciliazione vita-lavoro, sostegno alla maternità, iniziative sul territorio, ma anche attività per il tempo libero e la cultura: sono le aree del welfare cresciute più velocemente nell’ultimo anno.

I fattori chiave per la futura crescita del welfare nelle piccole e medie imprese italiane sono la conoscenza delle norme, degli incentivi e degli strumenti del welfare aziendale, insieme alla possibilità di aggregarsi in rete d’impresa. E’ quanto emerge dal Rapporto 2017 – Welfare Index Pmi, promosso da Generali Italia con la partecipazione delle maggiori confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni), che per il secondo anno ha analizzato il livello di welfare in 3.422 PMI italiane (+60% rispetto al 2016).

Lo studio è stato presentato ieri all’Università Luiss di Roma a una platea d’imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, docenti e studenti, ed è stato commentato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, da Marco Sesana (nella foto), Country manager e Amministratore delegato di Generali Italia, Alberto Baban, Presidente Piccola Industria Confindustria, Mario Guidi, Presidente Confagricoltura, Cesare Fumagalli, Segretario generale Confartigianato Imprese e Gaetano Stella, Presidente Confprofessioni.

“Il welfare aziendale è una priorità strategica per Generali Italia”, ha dichiarato Sesana, “innanzitutto per i nostri oltre 14mila dipendenti, per i quali nel tempo abbiamo costruito un’articolata serie di servizi, dalla previdenza complementare alla sanità integrativa, ai flexible benefits. Un’esperienza che mettiamo a disposizione di tutte le aziende nostre clienti, in particolare le piccole e medie imprese, grazie alla presenza capillare della nostra rete sul territorio. Welfare Index Pmi costituisce la naturale evoluzione di questo modello perché si propone, in collaborazione con le Confederazioni, di diffondere questa cultura nel nostro paese, con i numerosi vantaggi che ne derivano per l’impresa e i lavoratori”.

Il Rapporto 2017 Welfare Index Pmi ha monitorato le iniziative delle imprese in dodici aree (previdenza integrativa, sanità integrativa, servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita- lavoro, sostegno economico, formazione, cultura e tempo libero, sostegno ai soggetti deboli, sicurezza e prevenzione, welfare allargato al territorio e alle comunità). Le protagoniste della crescita sono state le imprese già attive, cioè quelle che avevano avviato piani di welfare aziendale anche negli anni precedenti. In particolare, le imprese molto attive, che attuano iniziative in almeno sei aree, sono quasi raddoppiate: 18,3% del totale rispetto al 9,8% del 2016.

Le aree che sono cresciute di più rispetto allo scorso anno sono:

1) sanità integrativa;

2) conciliazione vita-lavoro;

3) welfare allargato al territorio;

4) cultura, ricreazione e tempo.


Tra le altre aree rimane stabile, ma di fondamentale importanza, la previdenza integrativa: il 40% delle imprese intervistate ha dichiarato di avere attuato iniziative per integrare le prestazioni del sistema pensionistico a favore dei propri dipendenti.
Tuttavia, l’indagine evidenzia che la maggior parte delle Pmi sta ancora muovendo i primi passi nel welfare aziendale: il 58% ha iniziative in non più di tre aree, a dimostrazione che esso si sta sviluppando in modo graduale.

Quest’anno Welfare Index Pmi ha introdotto un’importante novità: il Rating Welfare Index Pmi, che permette alle imprese di comunicare il proprio livello di welfare in modo più semplice e immediato, facendone diventare un vantaggio competitivo. Durante l’evento, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono state premiate le migliori storie di welfare per ogni settore: è possibile trovarle su www.welfareindexpmi.it.

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